
Tra gli atleti amatoriali e agonisti che ho avuto il piacere di seguire , è arrivato in studio un judoka amatoriale, che pratica tale disciplina da circa 7 anni, lamentando un dolore a livello dell'epicondilo laterale del gomito destro (porzione esterna).
In anamnesi remota e in quella fisiologica non vi sono elementi sostanziali che possano aver causato o influenzato tale algia, se non i movimenti che esegue durante l'allenamento in palestra.
... Quindi che forze deve subire il gomito di un judoka?
I movimenti eseguiti durante l'incontro sono vari e variegati, infatti sia in stazione eretta, che sul tatami (tappeto dove ci si allena), il judoka deve principalmente trazionare verso di sè l'avversario, associando importanti movimenti di rotazione, che esordiscono in special modo dalle articolazioni delle anche, fino alle estremità degli arti superiori.
Tutto il peso si riversa quindi sul braccio destro, al fine di portare l'avversario al tappeto, non solo con movimenti di flessione dell'articolazione del gomito, ma anche con movimenti addizionali di torsione verso l'esterno e verso il basso.
Infine, la mano destra deve sviluppare una notevole forza tramite un movimento di flessione, sia a livello delle dita, a livello della metacarpo-falangea che a livello del polso: infatti l'atleta deve applicare una forte presa a livello della testa dell'avversario o a livello del suo braccio.
Ho indugiato in questa descrizione, per sottolineare quanto l'arto superiore destro sia coinvolto nella biomeccanica del judo e in particolar modo tutta la componente muscolare dell'avambraccio e nello specifico la loggia degli estensori del gomito, i quali hanno un punto di origine comune proprio a livello dell'epicondilo laterale, ove il Paziente riferisce dolore.
Il trattamento è stato svolto pensando ed analizzando i movimenti sopra descritti, non solo cercando di rilasciare la muscolatura che viene sovraccaricata maggiormente, ma anche le strutture articolari, fasciali e tendinee ad essi correlati:
Inibizione del punto di origine a livello dell'epicondilo laterale del gomito
Rilascio della catena laterale dell'arto superiore (cingolo scapolare - braccio - avambraccio - mano)
Rieducazione dei movimenti torsivi a livello dell'articolazione radio-ulnare prossimale e distale
Rilasciamento della membrana interossea tra radio e ulna e della componente fasciale dell'avambraccio e del gomito
Rieducazione dei movimenti della clavicola e della scapola, in sinergia con le coste di pertinenza
VALUTAZIONE DI: arco rachideo inferiore, cingolo pelvico e schemi latero-torsivi ascendenti e/o discendenti