Molto spesso si pensa alla figura dell’Osteopata come ad un terapista manuale che considera condizioni unicamente muscolo-scheletriche, come il mal di schiena, il dolore al collo o alle articolazioni periferiche.
Con l’aiuto di un caso clinico d’esempio di una Paziente che ho trattato qualche settimana fa, vorrei delineare una tipologia di trattamento anche per problematiche meno mio-articolari e più viscerali, come in caso di cistite (Montserrat, 2013).
· Donna, 28 anni, impiegata
· 2 parti eutocici
· Ultimo controllo ginecologico: febbraio 2020 (pap test negativo)
· 1° episodio di cistite: da adolescente, da escherichia coli. Associato a perdite di sangue. Sensazione di tensione a livello del pavimento pelvico e dell’osso pubico. Dai 15 anni circa, episodi ricorrenti
· Decorso cistiti: negli ultimi due anni ha seguito sette cicli di antibiotico, ma la cistite ritorna qualche mese dopo. Il dolore negli ultimi anni si estende dal pavimento pelvico all’ombelico

Gli obiettivi in un Paziente del genere a livello di trattamento osteopatico sono (Whitmore, 2014):
(1) Diminuzione della frequenza nella minzione
(2) Diminuzione dell’urgenza
(3) Diminuzione del dolore
In che modo si possono raggiungere tali obiettivi (Whitmore, 2014) (FitzGerald, 2012) (Azizov et al, 2011) (Tierny, 2010)?
· Rilassamento della muscolatura pelvica, in particolar modo del triangolo anteriore uro-genitale, in associazione comunque al muscolo elevatore dell’ano, porzione fondamentale per il nostro diaframma pelvico, al fine di diminuire la percezione del dolore e di tensione nella Paziente
· Trattamento della disfunzione a carico del pavimento pelvico e del corpo perineale, nell’ottica di ripristinare una corretta oscillazione duranti gli atti respiratori (un diaframma fisiologicamente a movimenti di abbassamento durante l'inspirazione e di innalzamento durante l'espirazione) e un’adeguata elasticità delle strutture connettivali di supporto
· Manipolazione viscerale dei visceri del piccolo bacino, in particolar modo della vescica, ma anche dell’intestino, visto che ci possono essere interazioni non solo a livello di motricità ma anche di punti di maggior densità che non aiutano ad espletare la corretta funzione fisiologica del viscere
· Miglior afflusso e drenaggio ematico, in un’ottica anti-infiammatoria
· Mobilizzazione e trattamento della disfunzione somatica della lombare alta (esordio del plesso vescicale), sia a livello articolare che mio-fasciale, al fine di favorire una corretta comunicazione a livello neurologico tra i visceri periferici e li metameri spinali di riferimento e viceversa
· Mobilizzazione e trattamento della disfunzione somatica del tratto lombo-sacrale (parasimpatico pelvico), sia a livello articolare che mio-fasciale, per far si che ci sia una corretta conduzione tra i visceri innervati e la componente neurologica di riferimento e viceversa
· Mobilizzazione e trattamento della disfunzione somatica dell’articolazione sacro-iliaca, della sacro-coccigea e della sinfisi pubica, sia a livello articolare che mio-fasciale, al fine di avere un corretto adattamento di tutte le articolazioni coinvolte nel cingolo pelvico
· Valutazione dell’articolazione dell’anca, perché in stretta relazione anatomica e funzionale con il pavimento pelvico, tramite il muscolo otturatore interno