La corsa risulta fondamentale nella nostra locomozione di tutti i giorni, ma è anche un'attività fisica sempre più praticata e il modello di movimento più presente nello sport (Folland et al, 2017).
Dato che la corsa è un movimento poco vincolato e con numerosi gradi di libertà, i singoli corridori hanno la possibilità di eseguire diverse "tecniche", che prevedono innumerevoli modelli e parametri di falcata e cinematica degli arti inferiori, anche a causa delle proprie variabili muscolo-scheletriche antropometriche, fisiologiche e intrinseche (Ahn et al, 2014) (Santos-Concejero et al, 2014) (Shaw et al, 2014):
angoli e rigidità a livello degli arti
movimento della gamba oscillante
spostamento verticale del corpo
cambiamenti nella velocità orizzontale durante il contatto con il suolo (frenata/decelerazione all'atterraggio + riaccelerazione energeticamente costosa per mantenere una velocità costante)
configurazione dell'arto inferiore durante l'appoggio
tipo di footstrike o angolo del piede durante l'appoggio
orientamento del tronco e del bacino
costo di energia/ossigeno consumato durante la corsa, per una data distanza a velocità submassimale
ampiezza dell'oscillazione verticale del baricentro e/o dei segmenti corporei distali
Dalla letteratura si evince infatti che, visto l'elevato numero di correlazioni, il numero di variabili all'interno del modello di corsa e l'entità della sovrapposizione tra le variabili cinematiche, l'analisi delle variabili isolate dovrebbe essere trattata con cautela. Questa ampia sovrapposizione è prevedibile poiché i diversi elementi della tecnica di corsa sono inevitabilmente correlati: in particolare, i movimenti del bacino sono necessariamente conseguenti alle azioni degli arti inferiori, soprattutto agli angoli degli arti inferiori e i parametri di falcata (tra loro nuovamente correlati) (Handsaker et al, 2016 (Alvim et al, 2015).

Tuttavia, sulla base della diversità delle variabili cinematiche tra i corridori, l'influenza intuitiva della tecnica sull'economia e sulle prestazioni, l'influenza di alcune delle variabili identificate e l'entità delle relazioni osservate, sembra probabile che ci sia un'ulteriore componente causale tra queste relazioni. Pertanto, si consiglia una velocità in avanti costante del bacino, con oscillazione verticale e rotazione trasversale minima, al fine di migliorare l'economia e le prestazioni (Barnes and Kilding, 2015).
Data l'apparente importanza bibliografica della tecnica sulla prestazione, si raccomanda ai corridori di dedicare una parte adeguata della loro preparazione allo sviluppo tecnico (Hoogkamer et al, 2016) (Di Michele and Merni, 2014).