Il mal di schiena a livello lombare (in particolare a livello della regione lombare bassa e lombo-sacrale) è un sintomo molto comune durante la gravidanza e spesso permane anche nel periodo successivo al parto, con un'incidenza notevole e statisticamente rilevante (Vermani et al, 2010).
In letteratura sono annoverati sempre più studi che confermano il possibile esito positivo e analgesico del trattamento manipolativo osteopatico sul mal di schiena durante il periodo del postpartum, grazie a meccanismi neuro-fisiologici che modulerebbero la percezione del dolore, sebbene ci siano a riguardo molti approfondimenti da affrontare, perchè i substrati non sono stati del tutto chiariti (Aguirrebena et al, 2016) (Nunes et al, 2016) (Majchrzycki et al, 2015) (Franke et al, 2014) .

Ma si tratta solo di mal di schiena?
Gli studi sottolineano che non è fondamentale solo la gestione del dolore per le donne che hanno appena partorito (il mal di schiena può comunque apparire anche nei mesi successivi e non immediatamente dopo il parto), ma anche l'alterazione motoria che ne consegue, in termini di rigidità e disabilità, durante specifici movimenti e/o posture, che vanno necessariamente indagati durante una seduta osteopatica (DeStefano, 2012).
Tutto ciò è volto al fine di analizzare lo stato in cui versano l'apparato di contenzione legamentoso e l'apparato muscolo-scheletrico, sia nella sua componente dinamica che quella statica posturale, in termini di corretta funzionalità ed efficiente controllo neuro-muscolare (Franke et al, 2017).
Che tecniche possono essere realizzate in sicurezza per la neo-mamma?
Possono essere scelti diversi tipi di tecniche, da quelle più strutturali, come la manipolazione dei tessuti molli, le tecniche selettive di allungamento, la mobilizzazione specifica articolare, le tecniche ad energia muscolare, le manipolazioni vertebrali e quelle viscerali, fino a quelle più funzionali, come le tecniche fasciali e quelle a carico della sfera cranio-sacrale, sempre in accordo con la Paziente che si sta trattando, per mantenere un approccio chiaro e tranquillo (Franke et al, 2017).
Infine, il punto cruciale di questo discorso sarà sempre a livello osteopatico la sensazione palpatoria nella regione della disfunzione rilevata, ma non solo, anche a distanza: un Osteopata infatti non indagherà solo la regione lombare, ma anche tutte quelle regioni che risultano anatomo-funzionalmente correlate ad essa (Hensel et al, 2015).