Nei giorni precedenti a queste feste, ho avuto il piacere di avere in studio una Paziente di 36 anni, la quale svolge il lavoro di impiegata. E' al settimo mese di gravidanza, nelle specifico alla 28° settimana.
Ha richiesto un consulto osteopatico a causa di un dolore a livello della colonna lombare, che si irradia verso la porzione glutea destra. La Paziente avverte maggior dolore durante il movimento di flessione anteriore del busto sul bacino e durante il sollevamento anteriore della coscia (flessione dell'articolazione dell'anca). Durante l'ultima visita di controllo il feto si trovava in posizione cefalica.

Partendo dal fatto che in letteratura ci siano pochi risultati chiari e misurazioni contrastanti nell'approccio terapeutico manuale in una Paziente di questo tipo (Franke et al, 2017) (Majchrzycki et al, 2015), e' fondamentale sottolineare come l'approccio manipolativo osteopatico nello specifico debba fondarsi su un giudizio clinico individuale per ogni singola Paziente e il trattamento osteopatico non si deve basare su una singola tipologia di tecniche (Franke et al, 2014).
Il trattamento manipolativo osteopatico sembra avere un buon effetto sul dolore come pure, sebbene in minor misura, anche sullo stato funzionale della Paziente in dolce attesa (Licciardone et al, 2010): i migliori (seppur esigui) risultati a livello funzionale si sono verificati soprattutto nell'ultimo trimestre di gravidanza, dove vi è un aumento della massa addominale circa del 30% (Bivià-Roig et al, 2018).
Ma da che punto di vista indaga e tratta un Osteopata, per quanto riguarda un caso clinico di questo tipo?
Tra i vari cambiamenti che accadono in una donna incinta vi sono(Michonski et al, 2016):
(1) cambiamenti ormonali
(2) cambiamenti circolatori
(3) cambiamenti strutturali e biomeccanici
L'indagine e il trattamento osteopatico prenderanno soprattutto in considerazione l'ultima tipologia di adattamenti, come ho cercato di fare io con la Paziente d'esempio.
Infatti, soprattutto tra il secondo e il terzo trimestre, vi sono innumerevoli adattamenti delle curve della colonna spinale e del cingolo pelvico, per esempio attraverso un suo basculamento anteriore; oltre a ciò vi è un importantissimo coinvolgimento della parete addominale anteriore, ma come pure del cingolo scapolare (Bivià-Roig et al, 2018).
Inoltre, non solo dal punto di vista articolare, vi è una diminuzione della stabilità, sia in senso statico che dinamico e quindi un adattamento del centro di gravità a monte, attraverso un suo riposizionamento anteriore (Takeda et al, 2015); ma non solo, partendo dal presupposto che non vi è mai una completa simmetria posturale e dinamica in nessun soggetto, potrebbe essere rilevata anche una distribuzione asimmetrica peso (Michonski et al, 2016).
Quindi la gestione del carico si effettua grazie a una diversa tensione di tutte le strutture ossee, articolari e mio-fasciali, soprattutto a livello lombare, con una alterazione dei pattern di attivazione dei muscoli estensori lombo-pelvici e dei muscoli intrinseci dell'articolazione dell'anca (Bivià-Roig et al, 2018) (Glinkowski et al, 2016).
Quindi un Osteopata cosa può fare in una Paziente come quella sopra descritta (Krklejas, 2018)?
tecniche di decompressione a livello della regione sacro-lombo-pelvica
un approccio specifico alla zona lombare, al fine di rendere efficienti le deviazioni laterali del tronco, in associazione al centro di gravità
favorire una rotazione esterna delle articolazioni delle anche, al fine di migliorare tutti i pattern dinamici e statici degli arti inferiori e della base di appoggio