
La sindrome dell'ovaio policistico è una endocrinopatia che prevede almeno due di questi tre criteri:
- oligo- e/o anovulazione
- segni clinici e/o biochimici di iperandrogenismo
- ovaie policistiche
Per approfondirne le caratteristiche cliniche CLICCA https://gpesentib.wixsite.com/osteopata/forum/adulti-e-anziani/alterazioni-mestruali-e-se-fosse-la-sindrome-dell-ovaio-policistico
In questo post voglio sottolineare come sia importante notare che, la sindrome dell'ovaio policistico non si presenta esclusivamente nelle donne obese (comunque il 25-70% dei casi) o in sovrappeso, bensì sia fondamentale la quantità di tessuto adiposo viscerale (organo molto complesso con profondi effetti sulla fisiologia e fisiopatologia, il quale è in grado di produrre ormoni peptidici come la resistina e la leptina, nonché alcune citochine infiammatorie, come la IL-beta o il TNF-alfa), anche nelle donne magre.
Sebbene in letteratura non ci sia ancora un pieno consenso su quale sia il miglior trattamento nutrizionale per la sindrome dell'ovaio policistico, diversi autori si raccomandano di effettuare un trattamento dietetico che abbia un impatto sul controllo dell'insulino-resistenza e delle funzioni metaboliche, con un basso apporto di zuccheri semplici e carboidrati raffinati, favorendo l'assunzione di alimenti a basso indice glicemico.
Oltre a ciò, si dovrà cercare di ridurre l'apporto di acidi grassi saturi e di prestare attenzione a possibili carenze come vitamina D e C, inositolo, calcio, magnesio, zinco, acido folico, vitamina B12, cromo e omega-3.
Per di più, è stato osservato che la sindrome dell'ovaio policistico ha alla sua base un profilo pro-infiammatorio cronico di basso grado, indotto proprio dai lipidi (infatti il tessuto adiposo è un organo endocrino centrale nell'omeostasi energetica con implicazioni nei disordini metabolici); per cui una dieta sana con un'adeguata distribuzione dei macronutrienti sembra essere una buona opzione (anche con la dieta mediterranea, dieta ricca di antiossidanti a base vegetale, con un consumo regolare di grassi insaturi, carboidrati a basso indice glicemico, fibre, vitamine, antiossidanti e un moderato apporto di proteine animali).
L'impatto principale delle dieta mediterranea sull'attività infiammatoria è dovuto alla modulazione del microbiota, grazie alle fibre introdotte e all'elevato apporto sia di acidi grassi polinsaturi (PUFA) omega-3, che di antiossidanti (è stato dimostrato il ruolo della fibra alimentare nel modulare la disbiosi del microbiota intestinale); ad esempio la crescita dei bifidobatteri è correlata alla secrezione di insulina e all'aumento della tolleranza al glucosio, alla regolazione dell'insulino-resistenza e alla riduzione dell'infiammazione.
Si raccomanda quindi di assumere a livello giornaliero per ottenere una migliore distribuzione dei macronutrienti della dieta (pur non essendo destinata alla perdita di peso) e per migliorare lo stato infiammatorio:
😊
- cereali integrali
- frutta, noci e verdura
- legumi
- olio d'oliva e olio di semi di lino (ricco di acido α-linolenico)
- moderato consumo di pesce e pollame
- aloe vera, cannella, tè verde, camomilla, maggiorana, menta verde, cardo mariano, tarassaco e carciofo
🤢
- basso consumo di latticini, carni rosse, carni lavorate e dolci
- basso consumo di vino e alcolici
- basso consumo di fruttosio
- eliminazioni di grassi saturi
È stato anche dimostrato che una maggiore aderenza a questo approccio nutrizionale è efficace anche nel preservare la massa muscolare, probabilmente grazie alle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti dei micronutrienti o attraverso il loro ruolo diretto nel metabolismo e nella fisiologia muscolare. Nonostante quanto detto sopra, si è comunque visto che la perdita di peso, del 5-10%, può migliorare i livelli di insulina e testosterone e migliorare gli ormoni mestruali.
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