In questi ultimi anni si è diffusa la credenza che il latte vaccino, soprattutto consumato in età adulta (si è visto che nell'età adulta fino al 70% delle persone non produce più lattasi a sufficienza per digerire correttamente il lattosio nel latte) possa essere l’origine di innumerevoli disturbi corporei, non soltanto gastro-enterici (Amin and Iftikhar, 2020) (Marengo and Ware, 2020).
I ricercatori che stanno esplorando il legame tra latte, latticini e infiammazione hanno rilevato prove contrastanti.
Ma può essere vero? Partiamo dall’inizio…

Il latte contiene importantissimi nutrienti essenziali, come ad esempio il calcio (quantità giornaliera raccomandata: 28%), il fosforo (quantità giornaliera raccomandata: 24%) o la vitamina B12 (quantità giornaliera raccomandata: 18%), mentre i grassi sono contenuti maggiormente nel latte intero (Amin and Iftikhar, 2020).
Ma che benefici può portare il latte?
1. Controllo dell’appetito e prevenzione del diabete (Rautiainen et al, 2016) (Jones et al, 2013) (McGregor and Poppit, 2013)
2. Sviluppo e metabolismo osseo e salute dentale (grazie al buon quantitativo di vitamina D) (Rozenberg et al, 2016)
3. Omeostasi cardio-vascolare (grazie al contenuto di HDL e potassio) (Engel et al, 2018) (Dietary Guidelines for Americans 2015-2020)
4. Stato psico-emotivo (Menon et al, 2020)
Purtroppo può anche favorire diversi sintomi e segni, quali (Amin and Iftikhar, 2020) (Matthews et al, 2005):
1. SISTEMA CUTANEO: acne (relazione con il fattore di crescita insulino-simile 1), eczema e rosacea
2. SISTEMA RESPIRATORIO: difficoltà respiratorie
3. SISTEMA GASTRO-INTESTINALI: dispepsia, diarrea o gonfiore addominale
4. SISTEMA MUSCOLO-SCHELETRICO: mal di testa, affaticamento e dolori mio-articolari
5. Rischio di tumore alla prostata e a livello ovarico
È difficile quindi trarre conclusioni certe, poiché i latticini riuniscono diversi alimenti (es. yogurt, formaggio o gelato) e di diversa origine. Finora, la ricerca non ha ottenuto delle risposte univoche per accreditare quali componenti e quali prodotti lattiero-caseari potrebbero essere più salutari o dannosi per la nostra salute.
Tuttavia, a livello clinico-anamnestico, vi sono alcune persone che non sono in grado di digerire completamente il lattosio, mostrando chiari sintomi correlati (vedi sopra), come la flatulenza, la diarrea o il gonfiore addominale, dopo aver bevuto latte o mangiato latticini.
Ma allora qual è invece la differenza tra intolleranza al lattosio e allergia al latte?
L'intolleranza al lattosio è una condizione (diagnosticabile tramite un breath test, sebbene ci possano essere dei falsi positivi e del falsi negativi) in cui il corpo non produce lattasi, un enzima di cui si ha bisogno per scomporre ed assorbire correttamente il lattosio (zucchero del latte), mentre nell’allergia al latte il corpo reagisce alle proteine (caseine, beta-lattoglobuline e alfa-lattoalbumine) e non agli zuccheri contenuti del latte ed è più pericolosa per la vita del soggetto, poiché porta a sintomi più intensi come eruzione cutanea, vomito, diarrea, mal di stomaco, asma e anafilassi (Lomer et al, 2007).
Invece i sintomi tipici dell’intolleranza al lattosio (diversi per ogni individuo in base alla propria sensibilità) derivano proprio dalla sua mancata scomposizione e assorbimento: il lattosio fino a raggiungere il colon, ma non può essere più assorbito dalle cellule che rivestono il colon, perciò fermentano e vengono scomposti dalla flora batterica, provocando il rilascio di acidi grassi a catena corta, nonché di idrogeno, metano e anidride carbonica, favorendo una distensione della parete colica (Hammer and Hammer, 2012).