Le condizioni che possono interessare l'arto inferiore nel bambino sono molteplici, soprattutto se il piccolo Paziente si presenta con un'alterazione funzionale a livello articolare, come il piccolo calciatore che ho visitato recentemente.
Il Paziente si è presentato con una zoppia durante soprattutto la camminata e la corsa, con associato dolore a livello dell'anca sinistra, durante attività prolungate.
Un test che si può eseguire in questi casi è il test di Trendelenburg, il quale rientra nell'esame obiettivo fisico (in associazione a RX, RMN o TAC) in una situazione di disfunzione dell'anca (Viraj et al, 2020) (Svehlik et al, 2012) (Grimaldi, 2011).
Il test mostra un'eventuale debolezza degli abduttori primari dell'anca, in particolar modo del gluteo medio e del gluteo minimo, insieme a un'instabilità dell'anca e all'incapacità di mantenere il proprio baricentro stabile (Palastanga et al, 2012).
Il test risulta positivo quando il Paziente non riesce a mantenere l'allineamento delle pelvi:
in caso di positività le pelvi cedono dal lato controlaterale rispetto ai muscoli disfunzionali, mentre il Paziente permane in ortostasi (per circa 30 secondi) solo sulla gamba dove si trovano tali muscoli. L'operatore controlla e analizza l'andamento del test tenendo le mani sulle creste iliache del Paziente (Viraj et al, 2020) (Cassidy et al, 2014).
Il centro di gravità a livello del cingolo pelvico decorre su una linea mediana rispetto alla sinfisi pubica. Quando si cammina o si corre tale centro di gravità si adatta agli spostamenti laterali del bacino sugli arti inferiori:
da qui si capisce come il test di Trendelenburg diventi molto più evidente durante la camminata, quando l'arto affetto deve supportare il peso dell'intero corpo. Il test eseguito in dinamica quindi serve anche per analizzare la stabilità a livello del bacino, ma anche la capacità di regolare in maniera dinamica l'equilibrio del soggetto; quindi se positivo, si noterà non solo una caduta del bacino come nel test in statica, ma anche una torsione del busto verso il lato affetto, al fine di mantenersi in equilibrio (Bailey et al, 2016) (Caviglia et al, 2016).

Quando questo test risulta positivo, è utile recarsi non solo da un terapista manuale, ma anche e soprattutto una un medico specialista, come un Ortopedico o un Neurologo (Viraj et al, 2020) (Odak and Ivory, 2013) (Svehlik et al, 2012), i quali potranno stabilire dai segni e sintomi clinici e dagli esami strumentali da che cosa è causata la debolezza degli abduttori primari dell'anca; durante la diagnosi differenziale si potrà pensare a:
sublussazione o dislocazione dell'anca
coxa vara
fratture del gran trocantere
morbo di Legg-Calve-Perthes
poliomielite
osteoartrite o artrite reumatoide
lesione della radice nervosa
danno radicolare iatrogeno
paralisi cerebrale
distrofia muscolare
Nella ricerca delle correzioni delle cause che portano a un quadro clinico del genere, soprattutto in Pazienti pediatrici, un approccio manuale, come può essere il trattamento manipolativo osteopatico, deve e può agire sulla debolezza del medio e del piccolo gluteo e sui compensi che si sono creati a livello del triangolo inferiore (Viraj et al, 2020) .
La correzione della debolezza muscolare deve essere necessariamente affrontata tramite un rafforzamento selettivo, anche contro-resistenza: il Paziente giace sul lato senza debolezza e allontana la gamba affetta, anche con l'ausilio di un elastico o della resistenza che esercita l'Operatore o a livello del ginocchio o del piede (Viraj et al, 2020) .
Possono essere utili anche degli esercizi che mirano all'aumento del senso di equilibrio e di propriocezione, nell'ottica della funzionalità di tutto il compartimento articolare dell'arto inferiore, che consta di anca, ginocchio e caviglie (Chandrasekaran et al, 2016).