La stipsi è una alterazione a carico del sistema gastro-enterico in cui il Paziente riporta una difficile o poco frequente (la defecazione ha una frequenza altamente soggetto-dipendente: fisiologicamente va dalle 2-3 volte al giorno alle 2-3 volte alla settimana) espulsione del materiale fecale, con possibilità di avere una sensazione di incompleta evacuazione.
La stipsi ha molteplici cause, sia organiche (specifiche per ogni organo e viscere del sistema gastro-enterico) che funzionali (es. lunghi periodi di allettamento, riduzione dell'attività fisica, assunzione di farmaci [anticolinergici e oppiacei], disfunzione del pavimento pelvico, dieta errata, ipotiroidismo, patologie neurologiche o sindrome del colon irritabile) (American Gastroenterological Association).
A cosa stare attenti quindi (Lacy et al, 2016)?
Esordio del quadro di stipsi
Frequenza della defecazione
Consistenza e calibro delle feci
Necessità di sforzarsi
Necessità di usare lassativi o clisteri
Presenza e quantità di sangue nelle feci
Perdita di peso, febbre, vomito

La terapia manuale e in particolar modo l'approccio viscerale, proprio delle manipolazioni osteopatiche, sembra aiutare questa presentazione disfunzionale enterica, sebbene si necessiti ancora di studi approfonditi (Archambault-Ezenwa et al, 2016).
Sembra che l'Osteopatia favorisca la diminuzione del dolore a livello addominale, ma anche del gonfiore, della qualità della vita e dell'uso di farmaci (Belvaux et al, 2017) (Brugman et al, 2010).
Nello specifico, sembra che dopo il trattamento, ci possa essere un miglioramento nella gravità della stitichezza e nei tempi di transito delle feci a livello del colon (Brugman et al, 2010).
In associazione alle manipolazioni viscerali, si è visto che può essere utile anche un lavoro ritmico di drenaggio a livello del perineo, verso l'area inguinale, ma anche una mobilizzazione spinale a livello della regione toraco-lombare e una rieducazione neuro-muscolare del pavimento pelvico, in associazione al muscolo trasverso dell'addome (Archambault-Ezenwa et al, 2016).
Consigli utili (questi punti sono solo a scopo informativo, poichè è sempre utile consultare un Medico Specialista che analizzi il proprio caso specifico):
assumere almeno una porzione di verdura ad ogni pasto, cotta (es. zucchine, broccoli, fagiolini o melanzane - ANCHE SOTTO FORMA DI MINESTRONE) o cruda (es. spinaci o carciofi) (fibre giornaliere: 15-20 g)
consumare ogni giorno al meno un frutto a pasto (medie dimensioni - es. kiwi [meglio se al mattino a digiuno], pere, fichi, prugne o frutta secca)
alternare i cerali raffinati a quelli integrali (sembra che la crusca sia efficace)
consumare almeno due volte a settimana i legumi (in caso di meteorismo: preparare un passato o centrifugarli)
includere nella dieta GIORNALIERA una porzione di yogurt e l'uso di olio extravergine di oliva
aumentare l’apporto di liquidi gradualmente (NON ESISTE SOLO L'ACQUA: es. tisane o brodo)
limitare l’assunzione di alcool, tè e caffè (se assunti in quantità importanti)
mangiare ad orari regolari e non saltare i pasti
masticare lentamente e godersi quello che si sta mangiando
evitare di trattenere le feci per molte ore consecutive
non trascurare l’attività fisica ... E' SUFFICIENTE ANCHE UNA PASSEGGIATA DI 30-40 MINUTI AL GIORNO!