Una domanda molto frequente che mi pongono i Pazienti è: “perché mi metti le mani sulla testa e sull'osso sacrale quando tratti?”.
La risposta non è solo “sto svolgendo la terapia cranio-sacrale” (molte volte considerata una pratica a sé stante, ma che invece deve essere necessariamente annoverata tra le molteplici modalità di comunicazione/trattamento del corpo in ambito osteopatico…), la risposta è (come sempre!) insita nell'anatomia e nella fisiologia corporea.
(dai lavori di Bordoni et al del 2019)

Partiamo da alcune considerazioni generali sulle manipolazioni cranio-sacrali, per sottolinearne la non completa e riconosciuta efficacia in bibliografia ad oggi:
o Gli studi che analizzano le manipolazioni di questo tipo, soprattutto a livello cranico, mostrano una scarsa profondità scientifica e una superficiale metodologia
o Al contrario di alcuni dogmi osteopatici, i quali andrebbero necessariamente rivisiti alla luce delle nuove scoperte, si è visto come le articolazioni e le meningi a livello del cranio tendano ad ossificarsi dall’età preadolescenziale
o Sebbene esistano alcune tecniche craniali per trattare la parte fluidica del cranio (vasi venosi, linfatici e componente liquorale), dobbiamo ricordarci che l’influenza sulla produzione, la circolazione e l'assorbimento a livello del cranio è ancora oggi oggetto di forte dibattito
Detto ciò, perché allora è bene indagare il funzionamento e le correlazioni anche a livello cranio-sacrale?
… partiamo dall'anatomia e dalla fisiologia:
o Le meningi, o membrane craniche, sono tre (dall'esterno all'interno = la dura madre, meninge più esterna facente parte del continuum fasciale corporeo, l'aracnoide e la pia madre) e sono costituite da tessuto connettivale
o La dura madre ha la stessa (1) origine embriologica (2) buona capacità di ricezione degli stimoli meccanici e metabolici (3) elasticità, del tessuto fasciale, il quale è presente ubiquitariamente nel corpo umano, formando quindi il cosiddetto CONTINUUM FASCIALE
o Le strutture mio-fasciali provenienti dal tronco, dagli arti superiori e dalla colonna cervicale decorrono verso l’alto, sia anteriormente che posteriormente, sia in strati superficiali che profondi; si congiungono quindi tra di loro a livello del cranio, al di sotto della galea capitis (il muscolo occipito-frontale ha un arco tendineo molto esteso)
o Non sono presenti solo correlazioni mio-fasciali, ma anche neurologiche (innervazione biunivoca [di pertinenza trigeminale e non] tra la componente durale e le prime radici cervicali), che potrebbero influenzare anche le vie vascolari intra ed extra-craniche
o Le relazioni mio-fasciali cranio-cervicali (in particolar modo a livello della cerniera occipito-atlanto-epistrofea, dove si crea un ponte mio-durale) sono in grado di trasdurre e dissipare la tensione meccanica tra le varie strutture muscolari, fasciali, articolari e ossee
o Tale modifica di tensione non esercita una mera stimolazione fisica, ma anche bio-chimica (SEMBRA che stimoli la secrezione di alcune sostanze da parte dei fibroblasti, le cellule principali del tessuto connettivo e da parte delle terminazioni nervose autonome)
o Va necessariamente ricordata anche l’intima correlazione tra il tessuto durale meningeo e i vasi sanguigni intracranici