I bambini con un'eccessivo angolo di antiversione femorale (angolo tra la proiezione di due linee nel piano assiale, perpendicolare alla diafisi femorale; una linea che passa attraverso la regione prossimale del collo femorale e la seconda attraverso la regione condilare distale) camminano frequentemente con una rotazione interna dell'anca (Radler et al., 2010).
Gli autori in bibliografia ipotizzano che un'antiversione di questo tipo diminuisca il momento di abduzione del muscolo medio gluteo e che quindi la rotazione interna possa essere un meccanismo compensatorio per preservare la capacità di abduzione, fondamentale nella camminata (Scorcelletti et al., 2020) (Kim et al., 2012) (Radler et al., 2010).

Questa notevole influenza dinamica dei meccanismi di compensazione, specialmente a livello dell'articolazione dell'anca e a livello della posizione del trocantere, dovrebbe essere considerata quando si valuta il profilo torsionale del piccolo Paziente venuto in visita da noi (Radler et al., 2010).
L'antiversione del collo femorale subisce un sostanziale sviluppo durante la crescita, con un cambiamento da 0° all'inizio della gestazione, fino a 30° al momento della nascita, diminuendo fino a 15° nell'età adulta. Oltre all'età, l'angolo di antiversione sembra essere fortemente influenzato dal carico meccanico durante il movimento: diverse condizioni cliniche possono quindi essere associate alla locomozione ritardata o alterata e a un maggiore angolo di antiversione (Scorcelletti et al., 2020). Quindi il movimento alterato associato alle differenze nell'antiversione del femore sembra avere conseguenze per la salute muscolo-scheletrica: ad esempio in caso dell'instabilità pelvica durante l'andatura (Scheys et al., 2008), in caso di osteoartrosi (Inamdar et al., 2019) (Piazzolla et al., 2018) o di displasia dell'anca (Lerch et al., 2018).
Il vincolo mio-articolare potrebbe limitare i gradi di libertà disponibili in una catena cinematica, al fine di mantenere la stabilità posturale. Una gerarchia di strategie è perciò progettata per mantenere l'equilibrio, nonostante stimoli che possono minare la stabilità posturale (Tsai et al., 2020):
la compensazione dell'articolazione dell'anca contrasta anche i movimenti inerziali del tronco
l'articolazione del ginocchio stabilizza in concerto con le altre articolazioni il centro di massa e la posizione del capo
tutte le articolazioni dell'arto inferiore, grazie ai muscoli bi-articolari, si coordinano per affrontare le fluttuazioni attorno all'equilibrio posturale statico